vetro - tipo & spessore  

vetro

mm

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temeprato

3

4

5

6

8

10

12

15

19

temeprato extra chiaro

3

4

5

6

8

10

12

15

19

temeprato laminato

3+3

4+4

5+5

6+6

8+8

10+10

12+12

15+15

19+19

temeprato laminato extra chiaro

3+3

4+4

5+5

6+6

8+8

10+10

12+12

15+15

19+19

indurito laminato

3+3

4+4

5+5

6+6

8+8

10+10

12+12

15+15

19+19

indurito laminato extra chiaro

3+3

4+4

5+5

6+6

8+8

10+10

12+12

15+15

19+19

 

coating vetro

temeprato

3

4

5

6

8

10

temeprato laminato

3+3

4+4

5+5

6+6

8+8

10+10

indurito laminato

3+3

4+4

5+5

6+6

8+8

10+10

vetro float

Oggi le lastre float sono il tipo di vetro più diffuso e vengono prodotte con il procedimento float, questo procedimento economico consente di produrre grandi quantità di vetro trasparente con superfici di lastra pressocché piane.
Possibili spessori del vetro float reperibili sul mercato:
2 mm, 3 mm, 4 mm, 5 mm, 6 mm con tolleranza +- 0,2 mm.
8 mm, 10 mm, 12 mm tolleranza +- 0,3 mm
15 mm tolleranza +- 0,5 mm
19 mm, 25 mm +- 1,0 mm
Il vetro float può essere colorato durante il procedimento di produzione e mutano in corrispondenza e valori del fattore di trasmissione luminosa. Con una particolare miscelazione delle materie prime, per esempio riducendo le quantità di Fe2O3, è possibile attenuare o eliminare la tipica colorazione leggermente verde del vetro float. In tal caso il vetro non ha praticamente alcuna colorazione propria e viene definito anche vetro incolore o cristallo. La resistenza agli sbalzi termici è da 30 a 40°C. Se sulla superficie del vetro esistono punti la cui differenza di temperatura è in questo ambito, il vetro può rompersi. La zona calda cerca di espandersi, trovando ostacolo in quella fredda. Insorgono tensioni, che possono portare a rotture, in particolare se la differenza esiste rispetto allo spigolo coperto.

vetro temperato

Il vetro di sicurezza trattato con temprano termica viene anche definito vetro di sicurezza monolitico.
la lastra di vetro piana viene riscaldata fino al punto di rammolliment,o almeno 640°C , quando tutta la massa vetrosa ha raggiunto questa temperatura viene improvvisamente raffreddata con getti d'aria fredda.  In questo modo le superfici esterne si raffreddano e si contraggono più rapidamente del nucleo di vetro. Sulla superficie insorgono così forti compressioni, che rendono il vetro più resistente. I carichi di rottura aumentano, così come la resistenza agli sbalzi termici, che si trova a circa 200 °K. In caso di sollecitazione del vetro di sicurezza è entrato, la superficie a seguito della tempra è in grado di assorbire sforzi di trazione superiori rispetto al vetro ricotto. Se si ha una sollecitazione troppo elevata del vetro di sicurezza temprato, esso si rompe e si disgrega in piccoli frammenti smussati. I valori minimi dei frammenti e la loro dimensione in caso di rottura sono definiti in un campo di 5 × 5 cm per una lastra di prova, che poggia su una superficie e sulla quale non vi siano tensioni aggiuntive. Per via della sua più elevata resistenza alla flessione e per il suo comportamento a rottura, il vetro di sicurezza trattato con tempera termica viene classificato come vetro di sicurezza. I piccoli frammenti di vetro smussati riducono in caso di rottura il pericolo di ferite. I vetri che hanno subito un tempera termica non possono essere soggetti a seconde lavorazioni, ovvero di taglio perforazione. Nel vetro possono essere contenute singole inclusioni non visibili a occhio nudo e con il microscopio. Esse resistono al procedimento di produzione e possono portare, anche molto tempo più tardi, a rotture. Se si tratta di solfuro di nickel, queste inclusioni possono crescere di volume in caso di riscaldamento e distruggere improvvisamente il vetro. Sebbene nella prassi le inclusioni di solfuro di nichel siano di rado presenti, i vetri trattati con tempera termica, se devono essere impiegati in facciate soggette a forte riscaldamento, devono essere sottoposti a un ulteriore riscaldamento definito H.S.T.

vetro indurito

Il vetro viene definito indurito, quando la tensione superficiale è sufficiente a far si che in caso di rottura si verificano solo rotture radiali da bordo bordo. In questo caso non si devono verificare nella lastra singole zone di rottura più grandi. Nella produzione di vetro indurito la lastra viene riscaldata come nel vetro soggetto a tempo termica, ma raffreddata ad aria più lentamente. La tensione di compressione che si genera sulla superficie è minore rispetto al vetro temperato. La differenza fondamentale tra il vetro indurito il vetro temperato sta nel comportamento a rottura completamente diverso. Rispetto al vetro float il vetro indurito a una maggior resistenza alla flessione e una superiore resistenza agli sbalzi termici circa 100 k, mentre il vetro float circa 40 k. Il vetro indurito monolitico non è un vetro di sicurezza. Può essere trasformato in vetro stratificato di sicurezza, nel qual caso vengono sfruttati il suo comportamento a rottura e la resistenza alla flessione superiore al vetro float. I vetri induriti non possono essere sottoposti a una seconda lavorazione, ovvero tagliati o perforati.

vetro stratificato di sicurezza

Il vetro stratificato di sicurezza è composto da almeno due lastre e un intercalare elastico ad esse saldato su tutta la superficie. Il vetro stratificato di sicurezza è classificato come tale perché le schegge che vengono prodotte in caso di rottura vengono trattenute dalla pellicola intermedia. Il vetro deve inoltre reggere all'impatto di un corpo. Come verifica viene adottato il test di impatto secondo la norma DIN 52337. Con questo test viene simulato lo scontro di una persona con il vetro. Il corpo molle utilizzato allo scopo è composto da un sacco di cuoio riempito di pallini di piombo del peso di 45 kg. Il peso viene determinato in base all'ipotesi che, in caso di impatto di una persona, circa il 60% della massa abbia un effetto sul vetro. L'altezza di caduta del corpo corrisponde alla velocità dello scontro, le altezze di caduta di 30, 45,70 e 120 cm A velocità di 9,11, 14 e 18 km/h. In questo modo, a seconda dell'impiego, è possibile selezionare il tipo e lo spessore ottimale dei vetro. Un vetro posto al termine di un corridoio dovrebbe per esempio resistere allo scontro di una persona con elevata velocità, ovvero una grande altezza di caduta. Come strati intermedi del vetro stratificato di sicurezza si possono impiegare fogli di PVB (ploivinilbutirrale), film termoplastici o altri materiali organici o inorganici, che insieme al vetro soddisfino i necessari requisiti di sicurezza. I pannelli di vetro devono rimanere stabili rispetto alla radiazione solare. Non devono modificare le loro proprietà meccaniche ottiche durante e dopo la radiazione solare o in presenza di uno specifico carico di umidità.

vetro antivandalismo

I pannelli antivandalismo vengono caratterizzate con la lettera "A" e devono impedire la penetrazione di oggetti contundenti lanciate contro di essi, questa caratteristica viene verificata facendo cadere una sfera di acciaio di 4,11 kg per tre volte da altezze diverse sul vetro. La suddivisione A1, A2, A3 si riferisce alle altezze di caduta di 3,5, 6,5 e 9,5 m, dalle quali la lastra di vetro ha resistito alla sfera. Al pianterreno si dovrebbe scegliere una vetrata antivandalismo, mentre nei piani superiori di un edificio, a causa della riduzione dell'energia d'impatto dell'oggetto lanciato, è sufficiente un vetro di una classe inferiore. Si possono raggiungere questi livelli con un pannello composto da vetro stratificato di sicurezza unito a varie pellicole o film termoplastici.

vetro a isolamento acustico

Il valore dell'isolamento acustico Rw (dati in dB -decibel) è una descrizione numerica di un valore teorico. Per la determinazione di questo valore esiste come per tutti i materiali ed elementi una curva di riferimento per una intensità sonora uniforme. L'isolamento acustico R dell'elemento da verificare viene misurato dalla frequenza di 100 Hz fino ha 3200 Hz e confrontato con la curva di riferimento secondo un procedimento prestabilito. Questo valore può dare indicazioni pratiche molto buone per materiali edili monolitici, ma molto negative per le vetrate isolanti con piccole intercapedini. Una parete semplice ha un effetto fonoisolante per il proprio peso. Più è pesante, più elevato è il suo isolamento acustico. Una lastra singola spessa 8 mm al valore d'isolamento acustico Rw di 32 dB, una lastra singola di 15 mm ha un valore Rw di 35 dB. 
In un vetrocamera, composto da due o tre lastre di vetro separate dalle intercapedini, non agiscono solo come massa, ma insieme alle intercapedini agiscono come sistema oscillante "massa -molla -massa", con frequenza di vibrazione propria e un isolamento acustico risultante. Questo fatto spiega la drastica riduzione dell'isolamento acustico dei vetrocamera a determinate frequenze. 
I riempimenti di gas, per esempio SF6, nell'intercapedine modificano a seconda della frequenza sia la velocità del suono che l'elasticità. Isolamento acustico parziale alle frequenze più levate aumenta, mentre a causa di una maggiore coincidenza, diminuisce alle frequenze più basse. Il valore effettivo Rw di una lastra in un vetrocamera con riempimento di gas può aumentare, ma diminuisce l'isolamento acustico alle frequenze più basse, molto importanti per il rumore del traffico che, in una stanza, verrebbe avvertito come "rumoroso".